Italia: ripartire con un Roadtrip geniale in un itinerario di 1200 km

Ho fatto un patto con me stesso promettendomi di non associare mai a nessuna località del mondo il motivo per cui siamo stati tutti come congelati per 3 mesi nella prima metà del 2020 (un po’ come ha gestito Voldemort la Rowling… Non lo nominerò più*).
È anche vero però che questo è un blog di viaggi e dopo un periodo fermi, ricominceremo pure da qualche parte.
È per questo che se mi dedicherai solo alcuni minuti del tuo preziosissimo tempo online, condividerò con te un itinerario di quasi 1200 km che ti porterà in alcuni dei luoghi più belli d’Italia in quel meraviglioso territorio che si trova tra Toscana Umbria e Lazio.
E quindi benvenuto in Italia: ripartire con un Roadtrip geniale in un itinerario di 1200 km.

Italia: ripartire con un Roadtrip geniale di 1200 km.

Ed eccoci qui: partiamo per un itinerario di 1200 km a bordo di un Cactus che non ha paura di niente!
Per questo itinerario devo ringraziare la mia travel manager che ha letteralmente pensato a tutto dimostrando un’inventiva e una capacità di programmazione incredibili!

Itinerario Grand Tour Umbria Lazio Toscana Roadtrip 1200 km 5 giorni



Il tour che abbiamo fatto prevede 3 notti in meravigliose camere prenotate e 2 notti in tenda, quindi sì, ci sono posti dove siamo riusciti ad accamparci** senza rimetterci un occhio della testa per i verbali.
Segue ora un menù che ti porterà direttamente alle descrizioni dei luoghi che abbiamo visitato.

Indice

ROSOLINA MARE

Devo dire che ho un debole per questo posto… Vivo qui 6 mesi all’anno ormai da 4 anni, ci migro come le rondini alla fine di marzo. Ma in questo pezzo è solo il punto di partenza (e di arrivo).
Prima o poi, arriverà un articolo dedicato al mio posto preferito nel Delta del Po, promesso!

BAGNI SAN FILIPPO

Prima grande sorpresa dell’itinerario: terme naturali, libere e ad accesso gratuito nel cuore di un boschetto.
Qui pagherete sostanzialmente solo il parcheggio della macchina in strada 1 euro all’ora all’interno delle strisce blu… Una veloce camminata di pochi minuti vi porterà in discesa verso le sorgenti***.
L’acqua sgorga a circa 50 gradi ed è molto ricca di cose chimiche tra cui calcio.

Balena Bianca Relax terme naturali


Quest’ultimo cementifica di bianco tutto quello su cui scorre l’acqua e, con l’andare del tempo, ha creato una grande formazione che ha assunto le sembianze di una gigantesca balena bianca che sbuca fuori da in mezzo al bosco.
Anche i visitatori possono prendere parte al processo creando con i ciottoli piccole dighe che poi cementificheranno e un po’ alla volta si riempiranno di sedimenti e altro calcare, scomparendo nella balena.

ORVIETO

Seconda tappa del Roadtrip, una città sospesa su un piccolo altopiano che spicca fuori dalle colline circostanti e in tempi passati doveva fornire un’ottima difesa naturale dagli eventuali invasori.
Oggi tale difesa continua facendoti penare delle salite incredibili per salire in centro storico da fuori le mura…
Fortunatamente hanno piazzato un sistema di scale mobili che ti porta al piano terra del borgo!
Qui è già bello passeggiare per le vie e le mura ma l’attrazione che più ha determinato la visita è stato il Pozzo di San Patrizio…

pozzo san patrizio orvieto umbria


Molto particolare! Una soluzione architettonica geniale consente di scendere e risalire andando sempre avanti e quindi senza incrociare mai nessuno!
Ci ho impiegato un po’ a capire come funzionasse ma è tutto un discorso di rampe elicoidali, passerella che quindi taglia la sezione rotonda del pozzo a 180 gradi e rampe elicoidali. Seni, coseni e altre cose matematiche che ignoro per scelta… Geniale!
E davvero scenografico dal fondo: ottimo per Instagram.
Come sono stati ottimi i vini locali degustati ad aperitivo e la cenetta sotto un portico adornato di piante rampicanti e vasi di specie botaniche esteticamente davvero piacevoli.
Unica pecca l’orario di chiusura della maggior parte delle trattorie (presentatevi prima delle 21.30).

CIVITA DI BAGNOREGIO

Un altro minuscolo centro storico arroccato su un pinnacolo nel mezzo della valle dei calanchi (con scenari che ricordano vagamente il Desierto de Tatacoa in Colombia)…

civita bagnoregio lazio fuoristrada


E quando dico minuscolo, è veramente minuscolo! Sono sufficienti un paio d’ore per vederlo davvero tutto.
Ci si arriva con un ponte pedonale di qualche centinaio di metri che dà comodo accesso alla “cittadina che muore”…
In realtà a me è sembrata tutt’altro che morta perché già in settimana qualche timido turista iniziava a vedersi e i locali avevano il loro da fare.
Ad ogni modo, un luogo veramente veramente particolare: da inserire in itinerario.

CASCATA DELLE MARMORE

Beh la cascata delle Marmore è qualcosa di assurdamente bello…
Non tutti sapranno che fa parte di una centrale idroelettrica e viene accesa e spenta 2 volte al giorno****.

cascata marmore


L’ingresso costa 10 Euro ma ne vale davvero la pena perché la cosa davvero imperdibile sono i percorsi che ci sono lì attorno!
Troverai le descrizioni in loco oppure qui.
Una cosa che consiglio in questo periodo (e che costa solo 3 Euro) è prenotare la visita con la guida al terrazzo degli innamorati, dal quale avrete la possibilità di vedere tutta la potenza del salto d’acqua che vi arriva addosso! Incredibile.
È inoltre una grande opportunità seguire i racconti della guida che ti spiegherà come la cascata artificiale sia in realtà stata realizzata molto prima della centrale idroelettrica e di come ci siano state dispute legali tra 2 interi paesi che a seconda del corso che prendevano le acque si trovavano allagati alternativamente nel corso del tempo…
Iniziò così una causa legale abbastanza lunga su cui ha messo il naso addirittura niente popò di meno che Cicerone. Sì, quello romano, e sì, dell’antica Roma!
Non ti dirò altro ma è stato davvero interessante.

SAN GEMINI

Giusto per dormire, ma approfittandone per una cenetta e una passeggiata tra le vie, il tour ha poi compreso San Gemini.
Il paese che ha dato il nome all’Acqua.

san gemini  umbria


E infatti lungo le strade sono presenti varie fontanelle dalle quali si può ricaricare le borracce o semplicemente dissetarsi. Ma non vi sono solo fontanelle. Il centro storico è piccolo, grazioso, tutte viette acciottolate, scalinatine, terrazzine e viste sulle colline circostanti.
Ma, qui devo dirlo, la cosa che mi ha colpito di più è stata la totale assenza di vetrine delle principali catene commerciali che si possono trovare lungo le strade di un paese… Niente, o pochissimo.
Il ché, oltre al fatto che le strade erano pressoché deserte, ha dato un fascino irresistibile ad una cittadina che, davvero, conoscevo solo per le bottiglie d’acqua. Un sogno vedere le dimensioni, le soluzioni architettoniche e i materiali usati per costruirla.
Sembrava di passeggiare dentro a un film di qualche regista americano innamoratosi del posto e che ha voluto girarci qualche scena. Una meraviglia.

CASTELLUCCIO

Non ci sono stato per qualche perversa attrazione da dark tourism. Il fatto che questo paesetto sia stato epicentro del terremoto del 2016 non ha minimamente attirato la mia curiosità, almeno in partenza.
Questo che perché non sapevo che fosse in itinerario… È stata una sorpresa della travel manager che aveva inserito la Piana di Castelluccio per vedere la fioritura.
Devo però dire che all’arrivo, l’immensa “crepa” che corre lungo il Monte Vettore dove si vede chiaramente una faglia (confermata poi anche dall’ottimo Dott. geologo Andrea Pavanati), mi ha creato un certo effetto.
Questo luogo è stato il motivo principale del viaggio perché nella Piana di Castelluccio ogni anno si presenta una fioritura multicolore che è ormai una vera e propria attrazione turistica grazie all’amato quanto odiato Instagram che attira una quantità di persone davvero degna di nota.

fioritura castelluccio norcia umbria monti sibillini


La piana è inoltre a poca distanza da un percorso di trekking sui Monti Sibillini e da una zona dove il bivacco in tenda non è propriamente vietato, dove il paesaggio è assolutamente mozzafiato! I monti Sibillini sono molto diversi da quelli che sono abituato a vedere nei giorni di stravedamento dal Delta del Po…
Non sono degli enormi sassi che si stagliano appuntiti nel cielo come le Alpi. Sono piuttosto delle enormi colline, molto verdi e allo stesso tempo povere di vegetazione, dominate dai prati e ricche di sentieri.
Uno dei quali parte da Forca di Presta e in circa 6 ore consente di fare il giro del Monte Vettore*****.
Il trekking non è andato particolarmente bene, ma durante la notte il cielo si è chiaramente illuminato del bagliore soffuso della Via Lattea ed alla mattina il maltempo ha lasciato una nebbiolina sulla valle che, all’alba, vista da Forca di Presta ha regalato davvero una vista degna di nota.

forca di presta monti sibillini castelluccio di norcia trekking


Infine, un ulteriore importantissimo motivo per cui nell’itinerario è finito il parco dei Monti Sibillini, è senza dubbio che eravamo convinti ci fossero branchi di cavalli allo stato brado che galoppavano fra le praterie…
Cosa di cui sinceramente non si è vista l’ombra.
O meglio, i cavalli c’erano!
Erano senza sella e bellissimi da vedere ma chiusi in un recinto. Mentre francamente mi aspettavo di vederli a galoppo tra le colline un po’ come nei film. Va beh, poco male, qui si parla di gestione delle aspettative.
Ho quindi scattato un paio di foto ai cavalli cercando di non far vedere le recinzioni e gli stallieri e via!

EX FERROVIA SPOLETO NORCIA

Qui una piccola chicca: un tratto di ferrovia dismessa e trasformata in un’enorme pista ciclopedonale. Il tracciato originario è di circa 50 km ed essendo una ferrovia è a pendenza costante.
I paesaggi e le soluzioni architettoniche utilizzate per creare il tracciato sono davvero degne di essere viste e percorse con questo insieme di gallerie e viadotti in pietra con altissimi archi.
L’ingresso della pista da Spoleto è alle seguenti coordinate GPS: N 42°44’43.0332″ E 12°44’44.3904″.

ex ferrovia spoleto norcia umbria

Potete noleggiare una mountain-bike davvero adeguata ad affrontare il percorso al Terminal Le Mattonelle: N 42°44’43.0332″ E 12°44’44.3904″. L’ex ferrovia Spoleto Norcia è un percorso che mi sarebbe piaciuto da morire fare a motore… devo però ammettere che anche in Mountain-bike è stato davvero incredibile soprattutto per il fatto che la pendenza del 4% in discesa è davvero divertente!
E ci saranno tratti in cui non servirà pedalare per decine di km! Raggiungi da Spoleto l’ex stazione Caprareccia con circa 10 km di viste meravigliose e diversi viadotti! Cioè… è già bello in salita ma davvero meraviglioso quando percorrerai il tragitto in discesa******!

SPELLO

Qui stiamo veramente parlando di un set a cielo aperto per lo star system di Instagram. Il centro storico è di una bellezza quasi surreale, ricco di vicoli minuscoli, stradine strettissime, terrazzini, scalinate e vasi sospesi dai colori più vari… Di tutto questo ovviamente me ne fregava pochissimo ed ho fotografato principalmente macchine e scooter degni di nota.

spello umbria auto vintage


Davvero credo che impazziscano ad annaffiare tutti quei fiori ogni sera ma ne hanno ricavato una potentissima attrazione turistica, soprattutto per amanti della fotografia e narcisisti dipendenti dai social network.
Rimane sempre qualcosa di graditissimo e utile da segnalare la presenza di vari localini che offrono vini e prodotti locali di grande bontà ma il meglio del posto lo si ricava dalla segnaletica stradale che recita in diversi punti “eccetto turisti con prenotazione di struttura”…
E questo anche su sensi unici. Su questo punto sono in trepidante attesa, memore dei 3 eccessi di velocità presi durante The Grand Tour in Colombia.

LAGO DI FIASTRA

Questo è un bacino artificiale creato da una diga piazzata su un corso d’acqua incastrato tra i monti nell’omonimo comune.

lago di fiastra diga lame rosse


L’acqua ha un colore assolutamente imperdibile ed è davvero rinfrescante soprattutto dopo una giornata di trekking fino alle vicine lame rosse… Un fenomeno erosivo su un versante di una montagna un po’ particolare, fatta di un agglomerato di piccoli sassolini Rossi che si stanno lentamente erodendo creando dei ghiaioni alla base su cui è divertente scendere (anche qui devo dire che lo è un tantino meno salire ma se vi piace il trekking è una cosa che fa per voi). Il percorso inizia proprio dalla diga e impiega circa un’ora per salire fino ai ghiaioni. Ne vale la pena!
Anche qui determinatissimi a passare la notte in tenda ma sembrava che non si potesse (campeggiare non bivaccare) per un’Ordinanza che ovviamente non è facile trovare.
Abbiamo quindi contattato il vicino campeggio che era al completo e quindi piantato lo stesso la tenda in riva al lago (e non eravamo i soli). Tecnicamente non abbiamo propriamente campeggiato ma soltanto bivaccato, senza accendere fuochi…
Devo dire che il vicino campeggio mi ha messo leggermente alla prova mentre si levava un denso profumo di barbecue e dei soavi canti di gioia probabilmente dovuti al consumo smisurato di birra ghiacciata giusto sulla sponda davanti a dove avevamo piantato la tenda in imbarazzante pendenza.
Ci pensavo mentre mangiavo la mia pasta con pomodorini, patate arroste avanzate, pesto al tartufo, olio d’oliva e sottilette rimaste come tutto il resto a sciogliere nel fighetto portatile in macchina, guardando il tramonto e sorseggiando la mia razione di sole 2 birre che ero riuscito a rimediare al bar.
Ad ogni modo la notte è passata tra i richiami dei caprioli in calore e le carpe che saltavano fuori dall’acqua rituffandosi come fanno di solito.
Francamente non mi aspettavo una cosa del genere dalla fauna locale: sembrava che ci fosse un ubriaco che urlava a caso lanciando sassi in acqua ma tutto sommato bene anche qui!
Meritano invece una menzione d’onore il gruppo di 3 ragazzi che avevano allestito la tenda a 30 metri da noi: attrezzati molto bene con un piccolo braciere in metallo, fiumi di birra e le canne da pesca a spinning (ahimè del tutto inutili in un lago con sole carpe) hanno anche loro contribuito ai suoni della notte con la continua apertura di lattine, sporadici rutti e bestemmie usate nelle frasi con la stessa frequenza delle barre spaziatrici*******.

DIFFICOLTA’ E SKILLS NECESSARIE

E questo è il finale del viaggetto… 5 giorni, 1200 km, un paio di pantaloni strappati, qualche probabile multa in arrivo e ok.
Ma se dovesse venirti voglia di replicarlo, posso dirti che come pianificazione richiede un po’ di impegno (che non ho messo io in questo caso), come preparazione fisica un qualcosa di medio, la difficoltà di guida è medio bassa in quanto le strade non sono tremende nemmeno in montagna (pochi tornanti anche se c’è del bel guidare da fare) e a livello di fatica direi che è qualcosa di medio.
Se invece dovessi valutare la flessibilità che ti serve per farlo proprio come è venuto fuori, direi che è alta perché di fatto dovrai avere la voglia e il coraggio di dormire in macchina o in tenda un paio di notti.
Per tutto il resto, lo consiglierei a tutti!
L’Umbria è meravigliosa e i posti che ti ho descritto sono davvero delle chicche!

NOTE IGNORANTI A PIE’ DI PAGINA

*e questa prendetela come una scelta di responsabilità: una volta che un fenomeno è passato, noi che scriviamo di viaggi, non possiamo associare un luogo a una catastrofe per sempre con un articolo nell’Internet… Vi prego, pensateci! E non fate una cosa del genere ad un posto meraviglioso che potrebbe restare collegato per sempre a un fenomeno passeggero.
** E senza venderci un rene per pagare verbali per divieti vari
*** non so se la sorgente sia fisicamente proprio lì dove troverete la Balena Bianca perché si vedono tubazioni che convogliano l’acqua in vari punti (che a gusto mio cercherei di camuffare un po’ meglio tipo tra la vegetazione o con delle piscinette che le nascondano alla vista ma così è e per dovere di cronaca qui ci entrano così).
**** Almeno al momento… Magari in altri periodi dell’anno cambia la frequenza o la durata, informati prima di partire!
***** Ma purtroppo qui la mia proverbiale sfiga nei viaggi ha fatto sì che a poche decine di minuti dalla partenza il meteo sia cambiato abbastanza repentinamente, convincendoci ad abbandonare la camminata… Un grande rimpianto ma non eravamo attrezzati per affrontare un temporale a 2000 metri. Ed il maltempo è stato anche il motivo per cui invece di dormire in tenda, abbiamo dovuto dormire in macchina.
****** Ma non ti dirò se dovrai farti 10 km tutti in salita dall’inizio… Tanto è “solo” con una pendenza del 4%.
******* A rega, se state leggendo quu non vogliatemene! Non vi ho assolutamente trovato fastidiosi, il problema era davvero la fauna locale.

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